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Alcune domande tipiche sui terremoti

  • I precursori sismici servono a prevedere i terremoti?

Negli ultimi anni la scienza ha fatto notevoli progressi nello studio dei precursori sismici, ovvero di quei parametri chimici e fisici del suolo e del sottosuolo che subiscono variazioni osservabili prima del verificarsi di un terremoto.
Tuttavia, anche se in futuro lo studio sistematico di questi precursori potrebbe consentire di prevedere in maniera più o meno precisa il momento in cui si può verificare un terremoto, la loro validazione empirica è risultata finora infruttuosa, specie per gli scopi operativi di protezione civile. L’analisi condotta per conto della Protezione Civile dalla Commissione Internazionale sulla Previsione dei Terremoti ha evidenziato gli stessi risultati. Particolare attenzione va dedicata anche ai falsi allarmi, che pure possono risultare dannosi, come già accaduto in passato.
Nel campo della ricerca sui precursori c'è ancora molto da fare, sia in termini di sviluppo metodologico che di validazione statistica dei risultati, prima di una loro reale applicabilità in chiave operativa.

 

  • Chi elabora metodi per prevedere i terremoti deve sottoporli a una valutazione scientifica?

La prima e indispensabile valutazione di un metodo di previsione è data dalla sua pubblicazione su una rivista scientifica internazionale, che lo sottoponga alla revisione critica di scienziati competenti in materia. Molte previsioni pseudoscientifiche attualmente in circolazione non sono mai state sottoposte neanche a questa basilare forma di valutazione.
Inoltre, chiunque pensi di aver messo a punto un metodo previsionale e voglia testarlo scientificamente può sottoporlo ad una valutazione concreta ed oggettiva avvalendosi del Collaboratory for the Study of Earthquake Predictability – Csep, un laboratorio virtuale internazionale in grado di supportare una vasta gamma di esperimenti scientifici di previsione in più laboratori. Informazioni e contatti sono disponibili sul sito Csep: http://www.cseptesting.org.
Ad oggi, nessuno che si dica capace di fare previsioni puntuali sul giorno, il luogo e l’intensità di un futuro terremoto in Italia ha sottoposto i suoi esperimenti allo Csep.

  • E’ possibile prevedere i terremoti?

Ad oggi non ci sono metodi riconosciuti dalla scienza con i quali sia possibile prevedere il tempo ed il luogo esatti in cui avverrà il prossimo terremoto.
L'unica previsione possibile è di tipo statistico, basata sulla conoscenza dei terremoti del passato.
Sappiamo tuttavia quali sono le aree del nostro Paese interessate da una elevata sismicità, per frequenza ed intensità dei terremoti, e quindi dove è più probabile che si verifichi un evento sismico di forte intensità, ma non è possibile stabilire con esattezza il momento in cui si verificherà. Anche la Commissione internazionale di sismologi, istituita dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile dopo il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009 ha ribadito queste conclusioni. Nessuno è stato in grado di prevedere i recenti terremoti che si sono verificati in Giappone e in Nuova Zelanda.
Occorre peraltro dire che, solo in Italia, ogni giorno si verificano decine di terremoti e più di diecimila ogni anno, di cui la quasi totalità sono appena percepiti, senza alcun effetto sulle costruzioni. Prevedere che avvenga genericamente un terremoto, senza precisarne la magnitudo, in un’area relativamente vasta è spesso una previsione scontata, se non si precisa anche la magnitudo e non si circoscrive adeguatamente l’area (ad esempio in un raggio di 10-20 km). Previsioni di questo tipo non hanno alcuna utilità per fini di protezione civile.

  • Cosa sono i precursori sismici?

I precursori sismici sono parametri fisici e/o chimici che subiscono modificazioni prima di un terremoto. La ricerca sui precursori di un terremoto si è concentrata principalmente su:
• precursori geofisici: anomalie delle velocità e delle caratteristiche delle onde sismiche P e S, variazioni delle caratteristiche magnetiche ed elettriche delle rocce e dell’atmosfera;
• precursori sismologici: prima di un grosso evento sismico si possono verificare una serie di microtremori, rilevabili solo attraverso gli strumenti, o un cambiamento nella distribuzione della sismicità;
• precursori geodetici: modifiche nella quota, nella posizione, nell’inclinazione di parti della superficie del suolo e nella velocità degli spostamenti misurati;
• precursori geochimici: variazione della concentrazione nelle acque sotterranee e nei gas al suolo di alcuni elementi chimici radioattivi, tra cui il gas radon;
• precursori idrologici: variazione del livello della falda acquifera nel sottosuolo, misurata nei pozzi.

 

Fonte: Dipartimento di Protezione Civile Nazionale - Rischio Sismico

 

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